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Il Fuoco
Non certo per essere ripetitivo, ma per la completezza
del corso vi indicherò ora alcune soluzioni per organizzare il
fuoco-bivacco dei pastori.
..:: 1° soluzione ::..
Una delle soluzioni più semplici è certamente l'acquisto
di una lampadina con effetto oscillante che dà la senzazione
della fiamma di una candela di cera. E' bene procedere alla copertura
della lampada con bastoncini di legno preventivamente bruciati; ricordatevi
di spolverare della cenere per simulare la precedente combustione. Le
lampadine sono acquistabili in un negozio di elettroforniture oppure
se non rintracciabili è possibile richiederle alla ditta Frisa
s.n.c. di Recanati -via Ceccaroni scn (MC). Questo tipo di lampade funzionano
con corrente 220 e sono di 3watt; hanno una grandezza variabile da 23x55mm
a 30x110mm a seconda delle esigenze.
..:: 2° soluzione ::..
Prendete alcuni rami, bruciateli ad una estremità e fate ad ognuno
un buco longitudinale con un trapano con punta fine ( attraverso di
esso verranno poi fatte passare delle fibre ottiche). All'estremità
bruciata dei rametti applicate ora un cilindretto, dello stesso diametro,
di carta semitrasparente del tipo di quella usata dai sarti per fare
i cartamodelli; coprite l'estremità finale del cilindretto con
un pezzetto della stessa carta. Passate una mano di colla vinilica al
cilindretto di carta e spolverate immediatamente della cenere, và
bene anche quella di una sigaretta, meglio se proveniente dal camino
perchè è più consistente. Non rimane che disporre
ora i rametti, che simuleranno i tizzoni del fuoco, facendo passare
le fibre ottiche attraverso i buchi, date luce alle fibre (preferibilmente
rossastra) e vedrete che rimarrete personalmente meravigliati della
veridicità dei tizzoni.
..:: 3° soluzione
Costruite una scatola di cartone che possa contenere 2 lampadine ed
un piccolo starter ; una lampadina dovrà essere di colore rosso
costantemente accesa, la seconda lampadina dovrà essere di colore
arancione, che si accenda e si spenga per mezzo di uno starter di lampada
fluorescente. La scatola così costruita, senza coperchio, dovrà
essere posta sotto il piano del presepio; coprite il buco con un vetro
e ricopritelo successivamente con legnetti bruciati e cenere.
Il cielo
Un elemento fondamentale a cui bisogna dedicare un pò di tempo, per la realizzazione di un buon presepio, è certamente il cielo. Quanti di voi sono sicuramente rimasti affascinati, osservando alcuni diorami o presepi, dai bagliori dell’alba o dal rosso di un tramonto o ancora dalla suggestiva visione di un firmamento stellato! Di seguito saranno date indicazioni per realizzare uno sfondo stellato che potrà essere usato anche per presepi di grandi dimensioni cambiando solo la potenza delle lampade.
Partiamo da un elemento base per la realizzazione del cielo: il fondale. Per presepi di piccole dimensioni si può usare un cartoncino bianco, mentre se dobbiamo intervenire su un grande presepio possiamo utilizzare un foglio di masonite dipinto di bianco o ancora in assenza di detto materiale, un lenzuolo, l’importante che sia di colore bianco. Personalmente penso che la stoffa abbia i suoi limiti come resa, poichè se non stesa perfettamente rimarranno visibili le pieghe che potrebbero rovinare il risultato finale. Evitate sempre di fare giunzioni visibili, soprattutto se centrali alla scena, il risultato ne sarebbe compromesso. Il fondale deve essere posizionato in modo da creare una semicirconferenza, come di seguito illustrato sulla figura.

Passiamo ora alla seconda fase importante: la luce. Come sempre raccomando a tutti di osservare con estrema attenzione quello che succede nella realtà; noterete certamente (soprattutto in estate quando il cielo è completamente pulito) che in notturno il colore del cielo non è uniforme, ma gradualmente passa da un colore chiaro all’orizzzonte, ad un colore sempre più scuro della volta celeste. Di questo ne dovremmo tenere conto per avere un efficace risultato ed è chiaro quindi che la luce non dovrà essere uniforme e che il fondale dovrà essere illuminato da più parti.
Quali colori dovrò usare per simulare le varie fasi del giorno?
I colori sono i seguenti: per la notte il blu pieno intenso che provenga dall’alto e alcune lampade, a seconda della grandezza del presepe, di blu più chiaro con aggiunta di riflessi violacei sui laterali; l’alba inizierà dando luce verde per poi aumentare con il cobalto e, se ci fossero montagne, fate in modo che le cime abbiano un riflesso rosa. Il giorno pieno può essere creato con il bianco, giallo e cobalto ed infine il tramonto: eliminare eventuali verdi utilizzati per l’alba e accentuare al massimo l’arancio e il rosso. In commercio si trovano varie lampade colorate che possono essere utilizzate, qualora non riusciate a trovarle potete certamente utilizzare le gelatine (sono fogli trasparenti colorati che solitamente vengono utilizzati in teatro e che potrete trovarle anche presso i fotografi professionisti). I vantaggi di queste gelatine sono molti: hanno colorazioni uniformi, sono prodotte in vaste gamme di colori e tonalità e sovrapponendole fra di loro è possibile creare varie tonalità di colori che le normali lampadine colorate, di difficile reperibilità, non hanno.
Quando posizionerete le lampade, secondo lo schema in Fig. 1, fate attenzione a non posizionarle tanto lontano fra di loro altrimenti si potrebbero creare delle zone d’ombra. Non vi resta che comprare un programmatore di fasi del costo di 40-50 Euro ed attaccare le varie lampade, facendo attenzione a non sovrallimentare la centralina (qualora non riusciate a trovare la centralina, scrivendomi vi invierò l’indirizzo di alcune ditte produttrici che potrete contattare per l’acquisto).
Siamo arrivati al posizionamento delle stelle che dovranno necessariamente essere alimentate dall’uscita del canale notte. Le stelle possono essere facilmente simulate utilizzando le fibre ottiche o i pisellini; personalmente preferisco le fibre ottiche per i motivi che di seguito illustrerò.
Le fibre ottiche, seppur costose, riproducono al meglio le stelle; utilizzando diametro diverso potremmo avere stelle di diversa grandezza e basta una sola lampadina per illuminarle.

Come funzionano le fibre ottiche? Sono fibre che trasportano luce. Si presentano sotto forma di fili trasparenti del tipo di quelli usati per la pesca (ma non sono quelli) e possono essere in vetro o materiale plastico speciale; la luce entra da una parte e fuoriesce dall’altra con la stessa intensità, sono sicuramente sicure e possono essere utilizzate a contatto con acqua inoltre la luce che emanano è di tipo fredda. Il fissaggio al cielo avviene praticando un forellno del diametro della fibra e fissandola successivamente con nastro adesivo, infine le convoglieremo tutte insieme ad una lampadina che potrà essere a luce bianca o colorata.
E per finire ma non ultime per importanza le raccomandazioni che non sono mai abbastanza:
- non avvicinate mai tanto le lampade alla gelatina, distanziarle minimo 2-3 cm;
- usate sempre materiale elettrico di buona qualità e in regola con le norme vigenti;
- non lasciate mai fili scoperti;
- avvitate sempre bene le lampadine ai portalampada (utilizzate possibilmente possibilmente quelli di ceramica)
- fate in modo che ci sia sempre buona areazione attorno alle lampade in modo da evitare il surriscaldamento, eventualnente prevedete mini ventole di raffreddamento del tipo usato per i computer;
- quando possibile utilizzate corrente a 12 volt;
- ...ed ancora attenzione, attenzione,attenzione...non è mai abbastanza!
Calco in gesso
Anche per il più bravo dei modellisti o ceramisti, è praticamente impossibile riprodurre oggetti o personaggi in quantità dozzinale, per cui risulta indispensabile l’uso del calco, che permette la riproduzione più o meno fedele dell’originale a seconda della bontà del calco stesso.
Personalmente penso che eseguire un calco è solo il primo passo per poter produrre una figura; è sempre bene personalizzare il personaggio creando delle modifiche al fine di tutelare il costruttore ed avere un personaggio che risponde fedelmente ai canoni della scena cui è destinato.
Il materiale fondamentale, per eseguire un calco, è il gesso alabastrino, cioè la parte migliore del gesso (minerale comune – solfato di calcio biidrato cotto a 120-180° ed usato in edilizia per stucchi e modelli), non dovrà comunque mancare lo stucco per vetri o l’argilla.
Perchè dobbiamo eseguire un calco con il gesso per produrre personaggi in terracotta?
La risposta è semplice: il gesso, come sua prerogativa, ha un alto potere assorbente, per cui se immettiamo dell’argilla al suo interno, esso assorbirà la parte superficiale di acqua dell’argilla permettendo un facile distacco dal calco stesso, quindi l’abbinamento è ottimo, inoltre permette una riproduzione abbastanza fedele perchè ha una riduzione prossima allo zero.
Significa questo, che il personaggio riprodotto è di uguale dimensione dell’originale?
No! Il personaggio sarà di dimensioni ridotte. Infatti se pur vero che il calco non perde in definizione è pur vero che l’argilla con cui stamperemo la figurina perde fisiologicamente in asciugatura e successivamente in cottura a 950 gradi fino al 10 percento.
Come prima cosa prendiamo un personaggio in plastica di tipo commerciale ed osserviamolo con estrema attenzione in
ogni singolo particolare; la prima cosa che noterete è che una linea divide in due parti il personaggio: una parte anteriore ed una parte posteriore. Preciso immediatamente che in commercio negli ultimi anni alcune ditte produttrici di personaggi in plastica, onde evitare copiature, hanno creato personaggi composti da due o più elementi, a questi personaggi non è possibile eseguire un calco bifacciale ma si dovranno separare i singoli elementi e per ognuno di essi si dovrà eseguire un calco e solo successivamente, una volta stampati i singoli pezzi, potranno essere composti in modo da formare il personaggio desiderato.
Esecuzione: prendete un pane di stucco per vetri (và bene anche l’argilla), fatene una forma ovale con spessore omogeneo e sistematela su un piano liscio (una mattonella, un vetro etc...), ora prendete il vostro personaggio ed affogatelo nell’argilla fino alla succitata linea di mezzeria; data l’irregolarità del personaggio noterete che alcune parti non toccheranno l’argilla, per cui dovrete con altro materiale andare a rienpire le parti scoperte fino alla linea. Prendete ora una biglia di circa 1,5 cm di diametro ed imprinmiamola nell’argilla, creando due vuoti, avremo così dei richiami nel positivo necessari per ottenere i complementari nel negativo. Avvolgiamo ora con una pellicola acetata il pane di argilla e fermiamola con del nastro adesivo. Abbiamo così ingabbiato il tutto, in modo da non permettere fuoriuscite di gesso al momento della colata.
A questo punto dovrete passare su tutta la superficie scoperta del personaggio, con un pennello a setole morbide, un unguento (fate attenzione a non lasciare striature che immancabilmente si ripresenterebbero in fase di stampaggio), che può essere vasellina liquefatta, strutto oppure una soluzione composta al 50 % di olio e sapone liquido. Prendete ora un mezzo pallone versate acqua in quantità sufficiente e cominciate a sporverare delicatamente il gesso fino a completa saturazione, miscelatelo ed infine versatelo molto lentamente nella forma avendo cura di evitare che si formino delle bolle. Dopo trenta minuti il gesso avrà “tirato” per cui potremo liberare la forma dell’acetato; staccate la forma dalla mattonella e ruotatela, togliete l’argilla, ponete il mezzo calco nuovamente sulla mattonella e cingetelo nuovamente con l’acetato. Passate ora l’unguento suindicato su tutto il gesso e sull’altra parte del personaggio e versate nuovamente il gesso. Dopo mezz’ora potere aprire il calco delicatamente poichè essendo ancora intriso di acqua è ancora instabile.
Attendete alcuni giorni prima di utilizzare il calco in modo da permettere allo stesso di perdere tutta l’acqua, dopodicchè potrete iniziare a stampare il vostro personaggio. Ricordo che gionalmente non possono essere stampati molti esemplari perchè bisogna permettere al gesso di perdere l’acqua che accumula dall’argilla, un sistema utile per accellerare il distacco è l’uso del borotalco, non diretto sul calco ma battufolato, posto all’interno di un pezzo di stoffa.
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