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Vangeli Apocrifi...
Ciò detto l'angelo fece fermare la giumenta, perchè era
giunto il momento di partorire e ordinò a Maria di scendere dalla
bestia e di entrare in una grotta sotterranea, in cui non c'era mai
stata luce. Ma all'ingresso di Maria tutta la grotta cominciò
ad avere splendore come se vi fosse il sole.
E là partorì un maschio, che gli angeli circondarono mentre
nasceva e appena nato adorarono, dicendo:2 Gloria a Dio nell'alto dei
cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà".
Già da un pò di tempo Giuseppe si era avviato a cercare
levatrici e quando ritornò alla grotta,Maria aveva ormai messo
al mondo il bambino.
"Ti ho condotto le levatrici Zelomi e Salomè," disse
Giuseppe a Maria "che stanno fuori, davanti alla grotta e non osano
entrare quì a causa della troppa luce".
Udendo ciò Maria sorrise. Ma Giuseppe le disse:" Non soridere,
ma sii prudente, che non debba per caso aver bosogno di qualche cura".
E volle che una di quelle entrasse con lui. Ed entrata Zelomi disse
a Maria: " Lascia che io ti tocchi." Avendo Maria permesso
di essere toccata, la levatrice esclamò a gran voce: " O
Signore, o grande Signore, misericordia! Non si è mai sentito
dire nè potuto immaginare che le mammelle siano piene di latte
e sia nato un maschio, lasciando vergine sua madre! Nessuna perdita
di sangue si è avuta sul neonato, nessun dolore nella puerpera.
Vergine ha concepito, vergine ha partorito, vergine è rimasta.
Vangelo dello Pseudo-Matteo XII I
Vangeli Apogrifi Einaudi Tascabili
Il Presepio Romano
Nella seconda metà del V secolo presso la Basilica
di Santa Maria Maggiore fu istituita una celebrazione liturgica che
aveva l'intento di gemellare l'usanza antica dei cristiani di Palestina
che celebravano in Betlemme il rito che ricordava la venuta di Cristo.
Visitando la suddetta basilica ( da ricordare che fu detta di "Sancta
Maria ad presepem" o "ad Praesepe") è di rito
per un buon presepista fare una visita all'antico presepe di Arnolfo
di Cambio (Scultore ed architetto visse tra il 1250 e il 1301, fu allievo
di Nicola Pisano, seppe dare al gotico nuova grandiosità. Altre
opere famose furono: il Ciborio di Santa Cecilia e di San Paolo in Roma,
progetto e sculture sulla facciata di Santa Maria del Fiore in Firenze,
sepolcro del cardinale de Braye presso la chiesa di S. Domenico ad Orvieto).
Vi si accede attraverso la scala della Cappella Sistina (in onore del
papa Sisto I che l'aveva fortemente voluta) nella suddetta chiesa e,
attraverso due pennacchi raffiguranti i due profeti Davide ed Isaia
posti sull'arco di accesso, si arriva alla nicchia. Colpisce subito
il realismo di Arnolfo, soprattutto osservando la figura marmorea del
vecchio re inginocchiato; come osserva Adolfo Venturi, storico e critico
(1856-1941) nel suo libro Storia dell'Arte Italiana (Autore di una collana
di 25 volumi - 1905) - ..."mirabile è quella del più
vecchio di essi (i magi) in adorazione della divina creatura, ginocchioni,
con il corpo affralito ricadente sulle calcagna, le braccia stese lungo
la persona, le mani che si congiungono. Con la testa protesa, gli occhi
sbarrati, fissi, le braccia semiaperte, ... [ scarica
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IL PRESEPE NAPOLETANO
Parlare del presepe napoletano, nell'ambito dell'arte
presepistica italiana è, se si può far passare il termine
di paragone, un po' come parlare dei vini e della cucina francese inseriti
nel contesto enologico - gastronomico mondiale.
E' evidente che il presepe napoletano è, di fatto, quello che
storicamente ed artisticamente parlando, ha espresso nel modo più
reale e più spregiudicato tutta la vitalità, la bravura,
la ricchezza dei valori umani, la fantasia, la vivacità ed il
colore del popolo partenopeo.
A conferma di ciò, vi è un enorme bibliografia sul presepe
napoletano, anche se essa si restringe di molto, se le si vuole attribuire
un valore storiografico.
Un po' di storia
Come già sappiamo, storicamente, ... [ scarica
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